RECUPERACCOGLIENZA, il progetto di Recuperandia co-finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio Carpi

Porta Aperta ha ottenuto un finanziamento dalla FCRC per dare vita al progetto denominato RECUPERACCOGLIENZA. La coprogettazione è sicuramente un aspetto importante per la nostra Associazione che crede fermamente nell’importanza di creare sinergie con altre associazioni ed enti del territorio del Terzo Settore; in questa occasione abbiamo lavorato assieme a “Il Tesoro nascosto” che si occupa di persone con disabilità.
Come ci spiega Massimo Melegari, coordinatore di Recuperandia, gli obiettivi di questo piccolo ma prezioso progetto sono molteplici: “da sempre accogliamo tra i nostri volontari anche soggetti fragili che nel fare un po’ di volontariato traggono soddisfazione e si sentono utili e attivi. Per riceverne un numero più consistente e per far fronte anche alle richieste di enti invianti o famiglie, si è resa necessaria la figura di un educatore professionale; questo consente di organizzare un’attività costante su misura per questi volontari “speciali” che così guadagnano ulteriormente in autostima e si arricchiscono in termini di relazione”
L’Associazione quindi ha partecipato al Bando indetto della Fondazione e ha ricevuto 6.000 euro che verranno utilizzati per pagare un’educatrice professionale che da settembre si occupa di coadiuvare volontari e operatori di Recuperandia nella gestione dei fragili presenti in bottega. La persona scelta è la dott.ssa Federica Riggillo che oltre che educatrice professionale è una disability manager.
Federica, raccontaci la tua esperienza a Recuperandia: in cosa consiste il tuo compito?
Attraverso il progetto “RecuperAccoglienza” co-finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi collaboro con Recuperandia portando avanti un duplice obiettivo educativo: da un lato il mio compito consiste nel coordinare alcune delle attività che si fanno quando il negozio è chiuso al pubblico come sistemare la merce sugli scaffali affidando ad ogni persona piccoli compiti da portare avanti in autonomia e nel rispetto di determinate tempistiche, dall’altro lato favorire la relazione e la socialità tra le persone. Si parla spesso di soggetti “fragili” come se fossero una categoria a parte di persone, in realtà la fragilità è una condizione che ci accumuna tutti: si tratta di persone che in un determinato periodo della loro vita stanno affrontando una malattia fisica o mentale, una difficoltà economica, una condizione di povertà sociale. Ecco Recuperandia vuole essere un faro di accoglienza a chi si trova nel mare della solitudine e dell’indifferenza generale che permea la nostra società. Per questo motivo teniamo molto al rapporto con enti pubblici e privati del terzo settore
Che figura professionale è il disability manager?
Ci sono varie declinazioni operative del Disability Manager enunciate in un quadro normativo di riferimento della figura che è disomogeneo e frammentario. In generale è la figura professionale che si occupa di promuovere soluzioni tecniche e organizzative volte a facilitare o rendere possibile alle persone con disabilità l’esercizio di diritti o libertà altrimenti preclusi. Nel mio caso dopo la laurea triennale in Educazione Professionale ho conseguito il Master di I livello in “Gestione della disabilità e delle diversità – Disability and Diversity Management” dell’Università Tor Vergata di Roma.
Il mio compito di tutor all’interno di Recuperandia è in realtà un modello di gestione della disabilità e della diversità in generale facilmente replicabile anche all’interno di contesti profit in grado di supportare le aziende esternamente o internamente nei processi di accessibilità e inclusione.
Ora a p.Iva collaboro con Associazioni, Enti di Formazione, aziende e privati nel creare connessioni, punti d’incontro specialmente in ambito lavorativo facilitando l’incrocio domanda-offerta
Ci sono criticità nello svolgimento delle attività quotidiane? Quali invece i punti di forza di un luogo come Recuperandia?
Sì le criticità ci sono: non è sempre facile coordinare nello stesso luogo persone con peculiarità diverse o che vivono condizione di salute diverse. Basti pensare alla malattia mentale e alle rigidità di pensiero e comportamento che questa a volte implichi. Tuttavia la diversità è la nostra ricchezza: i nostri volontari sono per la maggior parte persone in pensione che con il loro bagaglio di conoscenza e premura affettiva si affiancano nella quotidianità alle persone più in difficoltà.
Come ultima cosa ci tengo a sottolineare l’importanza che Recuperandia ha nel permettere a queste persone di imparare mansioni e dimensioni relazionali nel rispetto delle loro tempistiche e peculiarità. In una società iperproduttiva e iperperformante permettersi di sbagliare, di imparare dai propri errori, di fare le cose lentamente è ormai un atto rivoluzionario, tuttavia necessario per ricordarci la nostra condizione di umanità quindi di non perfezione.
Ringraziamo quindi Federica per averci spiegato il suo operato a Recuperandia che getta luce su aspetti importanti che coinvolgono tante famiglie che forse si sentono meno sole nell’affrontare la disabilità dei loro cari in una società dove non sempre ci si ricorda di rallentare il passo e aspettare anche chi fa un po’ più fatica nel cammino della vita.

